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Cortona

MAEC Museo dell'Accademia Etrusca e della Città di Cortona

Cortona

Introduzione

Il MAEC - Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona, inaugurato 5 settembre 2005, ha una doppia anima: quella della cultura archeologica settecentesca, con le antiche e prestigiose collezioni dell’Accademia e quella moderna, all’avanguardia dal punto di vista didattico-espositivo (grazie al continuum degli spazi vetrati, ai numerosi supporti multimediali, ai plastici ricostruttivi, agli schermi traslucidi sospesi al soffitto e ad un percorso tattile per non vedenti) dei nuovi spazi museali del Museo della Città etrusca e romana di Cortona.

Approfondimento

Il Museo dell’Accademia Etrusca si è formato a partire dal 1727, quando l’abate Onofrio Baldelli donò la sua collezione e la sua biblioteca all’Accademia Etrusca appena costituitasi ad opera dei fratelli Venuti e di un gruppo di giovani nobili cortonesi, interessati alla cultura illuministica.

Gli studi promossi e pubblicati in Accademia, che grazie ai loro autori assumevano una rilevanza europea, dettero origine al movimento dell’etruscheria, dalla cui evoluzione è sorta la moderna archeologica.

Il Museo si è continuamente arricchito, in particolare dal XVIII secolo, con molti reperti archeologici rinvenuti nel territorio cortonese o donati dai vari soci e con oggetti d’arte e di artigianato di varie epoche storiche. Attualmente il museo è suddiviso nelle due sezioni dedicate all’Accademia Etrusca e alla Città etrusca e romana di Cortona; nella prima sono raccolte molte opere di pregio tra cui alcuni dei “simboli” della cultura Cortonese come il lampadario etrusco in bronzo, la cosiddetta Musa Polimnia, la raccolta di ceramiche, bronzi etruschi e romani, la collezione Corbelli di materiali della civiltà egizia.

Non mancano testimonianze più recenti, come l’imponente raccolta di oggetti d’arte e di arredamento della famiglia Tommasi Baldelli e la serie di opere del pittore cortonese Gino Severini, uno dei fondatori del futurismo, cedute a Cortona dallo stesso Maestro.

Vengono inoltre presentati molti materiali archeologici provenienti dalla città e dal territorio, che mettono in collegamento con la più moderna sezione del museo quella della Città etrusca e romana di Cortona. Qui, dopo un rapido accenno alla paleontologia della zona, trovano collocazione i corredi orientalizzanti e arcaici delle sepolture della Valtiberina e della Valdichiana; ma soprattutto sono esposti i preziosi reperti provenienti dalle tombe etrusche dell’immediato circondario della città – i “meloni” del Sodo e di Camucia – delle quali viene proposta un’accurata immagine ricostruttiva. Il grande sviluppo ellenistico della città è testimoniato poi dalla tabula bronzea con una delle più lunghe epigrafi note in lingua etrusca, e dai reperti dei santuari e delle tombe monumentali suburbane. Il percorso si conclude con la fase romana, con la grande villa rinvenuta nella zona di Ossaia e con la vasta rete di strade e collegamenti fra i maggiori centri dell’antichità.

Il 5 settembre 2005, nei restaurati spazi interrati del duecentesco Palazzo Casali, nel cuore storico della città toscana è stato infatti inaugurato il Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona - il MAEC – che riunisce, in un unico percorso espositivo, lo storico Museo dell’Accademia Etrusca, ospitato al piano nobile dell’edificio, e il nuovo Museo della Città etrusca e romana di Cortona. Il Museo ha così una doppia anima: quella della cultura archeologica settecentesca, con le antiche e prestigiose collezioni dell’Accademia e quella moderna, all’avanguardia dal punto di vista didattico-espositivo (grazie al continuum degli spazi vetrati, ai numerosi supporti multimediali, ai plastici ricostruttivi, agli schermi traslucidi sospesi al soffitto e ad un percorso tattile per non vedenti) dei nuovi spazi museali del Museo della Città etrusca e romana di Cortona.

La sede è in Palazzo Casali, uno degli edifici più antichi e ricchi di storia della città, dove, in oltre 2000 mq di spazio espositivo, sono esposti alcuni tra i più straordinari capolavori della civiltà etrusca. Nelle antiche collezioni del Museo dell’Accademia Etrusca, che ripercorrono la storia della fortuna dell’etruscologia a partire dal Settecento e della riscoperta locale dell’Etruria, si segnalano lo straordinario lampadario etrusco, la collezione dei bronzetti, la piccola ma importante sezione egizia, le quadrerie, la splendida biblioteca settecentesca. Nel Museo della città etrusca e romana di Cortona, che propone la ricostruzione della realtà topografica di lungo periodo della città e del suo territorio –dalla preistoria al tardo-antico– spiccano i capolavori della bronzistica dei contesti di Trestina e di Fabrecce, i corredi dei grandi tumuli arcaici della pianura, ricchi di ori, la celebre Tabula Cortonensis, i mosaici policromi della villa romana di Ossaia.

Parco Archeologico

Il nuovo Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona è anche il punto di accoglienza e di informazione per accedere al nascente Parco Archeologico di Cortona . Il territorio e la città di Cortona uniscono ai valori ambientali e naturali del paesaggio toscano un complesso di monumenti archeologici che abbracciano il periodo etrusco e quello romano.

All’interno di Cortona si possono apprezzare i resti della città nel periodo etrusco con le principali opere costituite dalle poderose mura, dalla porta bifora, e da una serie di strutture sotterranee (l’arco a volta di palazzo Cerulli Diligenti, la volta a botte di via Guelfa, il muro etrusco di palazzo Casali); del periodo romano si possono osservare resti dell’acquedotto costituito da condutture in cocciopesto presso porta Montanina e dalla cisterna dei “Bagni di Bacco” accanto alla chiesa di S. Antonio.

All’esterno dominano la pianura i “meloni”, tumuli etruschi di età arcaica, uno ubicato a Camucia e due presso la località Sodo. Tra questi spicca il tumulo II del Sodo, con la spettacolare gradinata-terrazza decorata da gruppi scultorei ed elementi architettonici di stile orientalizzante. Sulla fascia pedecollinare, tra oliveti di rara bellezza, si possono visitare la tanella di Pitagora, celebre monumento noto ai viaggiatori fin dal 1500, la tanella Angori e la tomba di Mezzavia. Al di sopra di tale area, nella montagna cortonese, è stato di recente recuperato un fitto reticolo di strade basolate di periodo romano. Sul versante prospiciente il lago Trasimeno sono i notevoli resti della villa tardo repubblicana e imperiale di Ossaia. Tutte le emergenze sono descritte all’interno del MAEC, indicate da apposita segnaletica stradale e di dettaglio sul posto e possono essere raggiunte in macchina o attraverso percorsi trekking (www.maecparco.it)



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